19 giugno 2026
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È una notizia importante per chi sta pensando di iscriversi a Medicina, perché i syllabus indicano in modo ufficiale gli argomenti da studiare per affrontare gli esami del semestre aperto. In altre parole: non sono semplici programmi orientativi, ma il riferimento da cui partire per organizzare la preparazione.
Le materie restano tre:
Biologia
Chimica e propedeutica biochimica
Fisica
Ogni insegnamento vale 6 CFU, per un totale di 18 CFU. Al termine del semestre, gli studenti dovranno sostenere gli esami di queste tre materie. I risultati ottenuti saranno poi utilizzati per la formazione della graduatoria nazionale di merito, necessaria per accedere al secondo semestre dei corsi di Medicina, Odontoiatria e Veterinaria.
Ma che cosa cambia rispetto ai syllabus dello scorso anno? Vediamolo con ordine.
Il syllabus è il documento ufficiale che descrive contenuti, obiettivi formativi e competenze richieste per ciascun insegnamento.
Nel caso del semestre filtro di Medicina, i syllabus hanno una funzione ancora più importante: servono a rendere omogenei i programmi su scala nazionale. Questo significa che, indipendentemente dall’università in cui si frequenta il semestre aperto, gli insegnamenti devono seguire una traccia comune.
Per gli studenti, quindi, i syllabus sono uno strumento fondamentale per capire:
quali argomenti studiare;
quali competenze sviluppare;
quanto peso ha ogni unità didattica;
come distribuire il tempo tra teoria, esercizi e ripasso;
quali parti del programma richiedono più attenzione.
Il programma di Biologia ha l’obiettivo di fornire una preparazione solida sui fondamenti della biologia cellulare e molecolare. Gli argomenti principali riguardano:
organizzazione biologica e molecolare della vita;
virus, cellule procariotiche e cellule eucariotiche;
macromolecole biologiche;
genoma, cromatina, regolazione dell’espressione genica;
replicazione, trascrizione e traduzione;
mutazioni, genetica mendeliana e cromosomica;
membrane, organelli cellulari, traffico intracellulare;
segnalazione cellulare;
ciclo cellulare, mitosi, meiosi, apoptosi.
È un programma molto ampio, che richiede di collegare continuamente struttura e funzione: non basta memorizzare definizioni, bisogna capire come i diversi processi biologici si integrano tra loro.
Il syllabus di Chimica e propedeutica biochimica copre sia la chimica generale sia la chimica organica e le basi della biochimica.
Tra gli argomenti principali troviamo:
struttura dell’atomo e legami chimici;
stati di aggregazione della materia;
termodinamica;
soluzioni e proprietà colligative;
reazioni chimiche, cinetica ed equilibrio;
acidi, basi, pH e soluzioni tampone;
ossidoriduzione ed elettrochimica;
chimica organica;
gruppi funzionali;
amminoacidi, proteine, carboidrati, lipidi e acidi nucleici.
Il taglio è chiaramente orientato alle applicazioni biomediche. Molti argomenti vengono infatti collegati a fenomeni biologici, fisiologici o patologici: respirazione, equilibrio acido-base, osmolarità, tamponi del sangue, biomolecole, reazioni di interesse biochimico.
Il programma di Fisica conferma l’impostazione applicata alle scienze della vita. Gli argomenti principali sono:
metodo della fisica, grandezze e unità di misura;
vettori;
meccanica;
meccanica dei fluidi;
onde meccaniche;
termodinamica;
elettricità e magnetismo;
fisica delle radiazioni;
ottica.
Anche qui il syllabus non si limita alla teoria astratta. Molti contenuti sono collegati a esempi biomedici: circolazione sanguigna, pressione, stenosi e aneurismi, leve nel corpo umano, acustica, radiazioni, lenti e strumenti ottici.
Un elemento da non sottovalutare è il peso degli esercizi. Nel syllabus 2026, per diverse unità didattiche di Fisica viene indicata esplicitamente una quota minima dedicata alle esercitazioni. Questo conferma che la preparazione non può essere solo teorica: bisogna allenarsi a risolvere problemi numerici, leggere grafici, usare formule e unità di misura in modo corretto.
Nel complesso, i syllabus 2026 non stravolgono i programmi dello scorso anno. La struttura generale resta la stessa: tre insegnamenti, 18 CFU complessivi, forte orientamento alle scienze di base e alle applicazioni biomediche.
Le differenze, però, ci sono. Riguardano soprattutto tre aspetti:
la distribuzione dei CFU tra alcune unità didattiche;
l’accorpamento o la riorganizzazione di alcuni contenuti.
Vediamo le principali novità materia per materia.
Il syllabus di Biologia 2026 mantiene le 7 unità didattiche già presenti nel programma precedente. Cambia però la distribuzione del peso tra alcune parti.
La prima unità, dedicata alle basi dell’organizzazione biologica e molecolare della vita, passa da 0,75 CFU a 0,5 CFU. Questo suggerisce un alleggerimento della parte introduttiva, che nel syllabus precedente includeva anche riferimenti espliciti alla teoria dell’evoluzione di Darwin e al principio One Health.
Nel nuovo syllabus, l’unità resta centrata su organismi, teoria cellulare, virus, cellule procariotiche ed eucariotiche, macromolecole biologiche e metabolismo di base, ma appare più concentrata sugli elementi strettamente funzionali alla biologia cellulare e molecolare.
Al contrario, aumenta il peso dell’unità dedicata alle strutture cellulari: da 1,5 CFU si passa a 1,75 CFU. È un segnale interessante, perché questa è una delle parti più dense del programma. Qui rientrano membrane, trasporto, nucleo, mitocondri, perossisomi, via secretoria, traffico vescicolare, endocitosi, autofagia e citoscheletro.
In pratica, il nuovo syllabus sembra dare ancora più importanza alla comprensione della cellula come sistema organizzato e dinamico. Non basta conoscere i singoli organelli: bisogna capire come comunicano, come trasportano molecole, come mantengono l’equilibrio interno e come partecipano ai processi fisiologici e patologici.
Ci sono poi alcune modifiche di dettaglio. Per esempio, nel nuovo programma il trasferimento genico nei batteri viene indicato in modo più specifico attraverso trasformazione, coniugazione e trasduzione. Al tempo stesso, alcuni riferimenti presenti nel vecchio syllabus vengono spostati, ridotti o riformulati.
Nel complesso, Biologia 2026 appare meno introduttiva e più concentrata sui meccanismi cellulari, molecolari e genetici. Per chi deve prepararsi, questo significa una cosa molto concreta: conviene studiare la biologia non come un elenco di argomenti separati, ma come una rete di processi collegati.
La modifica più evidente riguarda Chimica e propedeutica biochimica. Il syllabus 2025 era articolato in 8 unità didattiche; quello 2026 passa a 7 unità.
Non significa necessariamente che il programma sia più breve. Piuttosto, alcuni contenuti vengono accorpati e riorganizzati.
Nel syllabus 2025, la struttura dell’atomo e i legami chimici erano trattati in una prima unità, mentre stati di aggregazione della materia e termodinamica costituivano una seconda unità. Nel syllabus 2026, questi contenuti vengono riuniti in un’unica unità da 1 CFU: “La struttura dell’atomo, i legami chimici, stati di aggregazione della materia e termodinamica dei sistemi aperti”.
Questa scelta rende il programma più compatto e probabilmente più coerente: atomo, legami, stati della materia e termodinamica vengono presentati come parti di un unico blocco di chimica generale.
Un’altra differenza riguarda alcune parti che nel vecchio syllabus erano più estese, come radioisotopi e radioattività, che nel nuovo programma non hanno lo stesso spazio all’interno della chimica. È una scelta coerente anche con il fatto che la fisica delle radiazioni è trattata nel syllabus di Fisica.
Nel nuovo syllabus, invece, sembrano acquistare più rilievo alcuni collegamenti biomedici. Nella parte sulle soluzioni, per esempio, compaiono riferimenti più espliciti a osmolarità, osmolalità, liquidi intracellulari ed extracellulari, soluzioni fisiologiche e glucosate, emolisi ed edema. Sono argomenti fondamentali per collegare la chimica alla fisiologia.
Anche la parte su acidi, basi e tamponi mantiene un forte taglio biomedico, con attenzione al pH del sangue, ai sistemi tampone e agli squilibri acido-base come acidosi e alcalosi.
Nella chimica organica, il nuovo syllabus appare più riorganizzato. Alcuni contenuti di stereochimica, gruppi funzionali e reattività sono distribuiti in modo diverso rispetto al programma precedente. La parte finale, dedicata a biomolecole e acidi nucleici, risulta più integrata con la prospettiva biochimica: non si parla solo di amminoacidi, proteine, carboidrati, lipidi e nucleotidi, ma anche di DNA, RNA e modificazioni non enzimatiche delle macromolecole biologiche.
In sintesi: Chimica 2026 non è una versione semplificata del programma 2025. È una versione più accorpata, con una maggiore attenzione ai collegamenti tra chimica generale, chimica organica e processi biologici.
Il syllabus di Fisica mantiene 7 unità didattiche, ma introduce una rimodulazione dei CFU.
Rispetto al 2025:
Introduzione ai metodi della fisica passa da 0,25 a 0,2 CFU;
Meccanica passa da 1,5 a 1,4 CFU;
Meccanica dei fluidi passa da 1 a 1,2 CFU;
Onde meccaniche passa da 0,5 a 0,4 CFU;
Termodinamica resta a 1 CFU;
Elettricità e magnetismo passa da 1,25 a 1,2 CFU;
Fisica delle radiazioni passa da 0,5 a 0,6 CFU.
Il totale resta 6 CFU, ma cambia leggermente il peso relativo delle diverse aree.
L’aumento della meccanica dei fluidi è significativo, perché si tratta di una parte molto importante per le applicazioni biomediche. Pressione, densità, idrostatica, fluidodinamica, legge di Poiseuille, tensione superficiale e legge di Laplace sono tutti concetti utili per comprendere fenomeni legati alla circolazione, alla respirazione e ai sistemi biologici.
Un altro cambiamento importante riguarda le esercitazioni. Nel syllabus 2026, per molte unità viene indicata una quota minima di attività dedicate agli esercizi: almeno il 20%, 25% o 30% a seconda dell’unità. Questo dettaglio è molto utile per gli studenti, perché chiarisce che la Fisica del semestre aperto non si prepara solo leggendo la teoria. Bisogna esercitarsi. E bisogna farlo in modo sistematico.
Rispetto al syllabus 2025, alcuni argomenti risultano alleggeriti o meno esplicitati: per esempio, nel nuovo programma non compaiono con lo stesso livello di dettaglio riferimenti come derivate e integrali, moto armonico, urti elastici e anelastici, legge di Gauss, legge di Biot-Savart o applicazioni ai potenziali di membrana cellulare.
D’altra parte, la parte sulle radiazioni viene rafforzata leggermente nei CFU e include contenuti come spettro elettromagnetico, fotoni, assorbimento della radiazione, radioattività, decadimenti, radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, ottica e lenti.
Nel complesso, Fisica 2026 sembra puntare a un programma un po’ più equilibrato e più aderente agli obiettivi del semestre aperto: meno dispersione su contenuti molto specialistici, più spazio ai nuclei concettuali e agli esercizi.
Non necessariamente. Rispetto al 2025, alcuni contenuti sono stati alleggeriti, accorpati o resi meno dettagliati. Questo però non significa che la preparazione richiesta sia più semplice.
Il punto centrale resta lo stesso: gli esami del semestre aperto non valutano solo la memoria, ma la capacità di comprendere e applicare conoscenze scientifiche. In Biologia bisogna collegare processi cellulari e molecolari. In Chimica bisogna saper usare concetti, formule e reazioni per interpretare fenomeni di interesse biologico. In Fisica bisogna saper risolvere problemi ed esercizi numerici.
La vera difficoltà, quindi, non sta solo nella quantità di argomenti, ma nella gestione del tempo e del metodo. Tre materie scientifiche, studiate nello stesso semestre, richiedono organizzazione, continuità e capacità di alternare teoria ed esercizio.
Per questo è importante affiancare al lavoro sui syllabus strumenti di preparazione pensati proprio per il nuovo accesso a Medicina. I manuali Alpha Test aiutano a ripassare la teoria, fissare i concetti chiave e allenarsi con esercizi mirati sulle materie scientifiche. I corsi Alpha Test, invece, permettono di costruire un percorso più guidato, con docenti, calendario di studio, spiegazioni e momenti di verifica. L’obiettivo non è studiare “di più” in modo disordinato, ma studiare meglio: capire che cosa richiede ogni materia, allenarsi con costanza e arrivare agli esami del semestre filtro con basi solide e un metodo di lavoro già rodato.