La cattiva notizia è che, stando agli specialisti, il «riscaldamento» pre-test dovrebbe essere già iniziato da tempo. La buona notizia è che (per fortuna) chi fosse interessato ha ancora modo di recuperare. «Fino a qualche anno fa, gli studenti facevano la maturità, andavano in vacanza e iniziavano a prepararsi a fine agosto, salvo poi rendersi conto di non avere fatto abbastanza. Oggi, i ragazzi hanno preso consapevolezza della serietà di queste selezioni; quelli più motivati si rivolgono a noi addirittura dal penultimo anno di superiori». Renato Sironi è tra i fondatori di Alpha Test, organizzazione specializzata nella formazione per i test di ingresso universitari. «A livello nazionale, siamo il gruppo più longevo: il nostro esordio risale a 22 anni fa, quando nell’87 la Bocconi introdusse il primo test di selezione per le matricole».
E cosa è cambiato da allora?
«Sicuramente, come si diceva, i ragazzi (e le famiglie) sono più consapevoli dell’esistenza di una selezione severa. E infatti i nostri corsi di preparazione, che hanno un numero di posti limitato per mantenere la qualità didattica, si esauriscono piuttosto in fretta; ci capita di respingere delle richieste...».
Un «numero chiuso» per prepararsi al numero chiuso. Non è paradossale?
«In realtà il corso non è l’unica possibilità offerta a chi voglia prepararsi in vista del test: ci sono i manuali, gli eserciziari... Ne vendiamo oltre 150 mila copie all’anno, con una proposta che comprende un manuale e due eserciziari per ogni facoltà. Ai corsi (i prezzi vanno da 390 a 1.700 euro), invece, partecipano circa 3 mila persone su 13 sedi».
Come ci si allena, dunque, a superare gli «sbarramenti» di settembre?
«Innanzitutto bisogna distinguere tra i due tipi di domande proposte nei test: due macrocategorie completamente diverse. La prima include le domande logico-attitudinali. Servono a valutare le abilità logico-spaziali o logico-numeriche, ritenute indicative della capacità di seguire con profitto un certo indirizzo di studi. In questo caso non è richiesta una preparazione che includa il ripasso delle materie scolastiche; l’'allenamento', quindi, dura al massimo una settimana e mira a familiarizzare con queste prove, facendo capire la logica che sta dietro agli esercizi e abituando a risolverli in poco tempo. Perché il tempo, in effetti, è un fattore fondamentale».
E per la seconda categoria?
«Le domande, in questo caso, valutano la conoscenza di programmi ben precisi e di natura scientifica, che coprono la matematica, la fisica, la chimica di tutto l’arco delle superiori. In questo caso serve una vera e propria formazione, un ripasso generale. E può durare fino a 4 mesi. Anche per questo i nostri programmi iniziano a gennaio; e tutti comprendono prove simulate, con lo stesso numero di domande e la stessa tempistica dei test 'veri'».
Come si fa, invece, per le famigerate domande di cultura generale?
«Negli allegati al decreto, i programmi sono dettagliati con molta precisione. Fa eccezione, appunto, la cultura generale: solo nell’ultimo anno il ministero ha specificato che sarebbe stata attinente ai programmi delle superiori. Di fatto, è da diversi anni che questo tipo di quesiti spazia su vari argomenti e periodi storici. Questa imprevedibilità c’è, è inevitabile che qualcuno sia colto di sorpresa».
Consigli per i «candidati»?
«È importante sapere come vengono calcolati i punteggi: nei test ministeriali, il criterio è sempre stato un punto per ogni risposta esatta, -0,25 per quelle sbagliate, zero punti se si lascia in bianco. Quindi, se per ipotesi su una domanda a risposte multiple ignoro la soluzione, ma so escludere con certezza 2-3 alternative, conviene provare. Soprattutto: non sottovalutare la serietà delle prove, ma neppure pensare che sia tutto casuale. Chi studia, può farcela».
Jacomella Gabriela
La pagina del corriere.it: http://www.corriere.it/cronache/09_giugno_02/consiglio_superare_test_acfb7dec-4f40-11de-9f09-00144f02aabc.shtml