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Davigo: "Per far funzionare la giustizia serve il numero chiuso a Giurisprudenza"

Davigo: "Per far funzionare la giustizia serve il numero chiuso a Giurisprudenza"

Milano, 2 novembre 2016 - Il numero chiuso a Giurisprudenza è oggetto in questi anni di acceso dibattito. Sono sempre più numerosi i sostenitori di questa proposta: tra loro, anche Piercamillo Davigo, presidente dell'Associazione nazionale magistrati fa sentire la sua voce autorevole.

BOLOGNA - La prima cosa da fare per far funzionare meglio la giustizia in Italia? "Il numero chiuso nelle facoltà di giurisprudenza". Lo sostiene Piercamillo Davigo, presidente dell'Associazione nazionale magistrati che, a Bologna, ha presentato il libro "La tua giustizia non è la mia. Dialogo fra due magistrati in perenne disaccordo", scritto a quattro mani con l'amico Gherardo Colombo, con il quale ha anche condiviso l'esperienza del pool di Mani pulite.

"Per far funzionare meglio la giustizia - ha detto Davigo - serve una massiccia depenalizzazione, ma bisogna disincentivare chi fa girare a vuoto la macchina della giustizia. Se dimezzassimo il numero dei processi, si dimezzerebbe anche l'onorario degli avvocati: la politica non è riuscita ad avere ragione della lobby dei tassisti, figuriamoci con gli avvocati. Un terzo degli avvocati dell'Unione Europea sono italiani e oggi il 92% dei laureati in giurisprudenza, visto che la pubblica amministrazione non assume da venti anni e che nelle aziende private ci sono sempre meno sbocchi per i giuristi, diventano avvocati".
Per Davigo e Colombo, comunque, la serata bolognese è stata un bagno di folla. Nel loro libro ripercorrono le tappe della loro carriera, ma tracciano anche molte idee per la riforma della giustizia, confrontando i loro due punti di vista diversi in una presentazione nella quale si punzecchiano affettuosamente. "Gli esseri umani - ha detto Davigo - agiscono in base alle loro convenienze e in Italia rispettare la legge non conviene. È vero che all'estero si rispettano di più le regole perché le persone sono più educate. Ma forse lo sono perché sono state educate a forza di sberle". Una posizione contestata da Colombo, che ormai da anni ha lasciato la magistratura. "Condividiamo - ha detto, riferendosi a Davigo - il fatto che la giustizia funzioni male e potrebbe funzionare meglio. Ci divide lo scopo: secondo Davigo la giustizia dovrebbe essere repressiva, io credo che dovrebbe essere inclusiva, dovrebbe cioè far sì che le persone siano recuperate a vivere positivamente con gli altri". 

Fonte: repubblica.it

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