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Il biologo furioso

  • Pagine: 208
  • Formato: 14 x 21
  • ISBN: 978-88-518-0158-8
  • Collana: Galapagos
  • Edizione: Prima
  • 10% di sconto
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«Si è creata una confusione di ruoli inaccettabile. Politici, filosofi, teologi e pensatori di varia estrazione si occupano di natura umana (che compete alla sola biologia) anziché di condizione umana, con un bagaglio di cultura biologica basata non su testi autorevoli e riconosciuti, ma sui titoli di giornali scandalistici e su convinzioni personali, pregiudizi ideologici e religiosi: fuori il curriculum!»È necessario che i cittadini si esprimano sull’indirizzo da dare alla ricerca scientifica. È ora che pretendano, per sé e per i propri famigliari, pieno accesso alle potenzialità che ne derivano.

Metti un Paese dove la classe dirigente non sembra capire bene né che cosa siano le scienze della vita né l’urgenza di investimenti sensati in questo settore; e tuttavia, senza chiedere alcuna consulenza ai ricercatori, legifera in materia in modo parziale e lascia che le migliori menti italiane vadano a produrre cultura e ricchezza altrove.

Metti dei cittadini confusi persino rispetto a ciò che è lecito fare del loro stesso corpo, vittime di ripetuti episodi di cattiva informazione e ormai assuefatti a un dibattito pubblico povero di contenuti, troppo spesso viziato dall’ideologia e dalla maleducazione.

Metti uno scienziato appassionato e brillante, con una carriera costellata di successi di livello internazionale e un’instancabile voglia di condividere i metodi e i risultati del proprio lavoro.

È Carlo Alberto Redi, ed è un fiume in piena. In questo libro sono raccolti i suoi pensieri su temi caldi come politica della ricerca, cellule staminali, OGM e clonazione, ma anche divagazioni più leggere, capaci di far sorridere: spera siano utili a tutti gli italiani che hanno ancora la forza di indignarsi.
Carlo Alberto Redi è docente di Zoologia presso l'Università di Pavia. Nel 1998, per i traguardi scientifici raggiunti, ha vinto il Premio per le Scienze biologiche dell'Accademia nazionale dei Lincei, di cui è socio corrispondente dal 2004. Dal 2000 al 2002 è stato membro della Commissione nazionale di studio sull'utilizzazione delle cellule staminali ed è attualmente membro del Comitato nazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita. Svolge lezioni e seminari anche presso università straniere, è membro di numerose società scientifiche e managing editor dello European Journal of Histochemistry. Sono oltre 130 i suoi contributi scientifici, pubblicati sulle più prestigiose riviste internazionali. Dirige il gruppo di ricerca che ha partecipato alla clonazione del topo Cumulina e attualmente si sta occupando di riprogrammazione genetica dei nuclei di cellule somatiche.