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Perché ci piace la musica

  • Pagine: 224
  • Formato: 14,8 x 21
  • ISBN: 978-88-518-0204-2
  • Collana: Galapagos
  • Edizione: Seconda
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«Ninnananne, melodie per rilassare, musica che crea un’atmosfera di paura o allegria, ma anche canzoni per far passare la tristezza e distrarsi in un momento di tensione: ciascuno di noi conosce questi meccanismi, anche se non ci ha mai pensato. Quindi, nell’attesa che la scienza sveli il mistero del piacere che proviamo per la musica, noi, musicisti o semplici ascoltatori, possiamo continuare a goderne quando ne abbiamo voglia, a usarla per mettere a letto un bambino, farci un bagno serale o goderci un film. Lo diceva anche Elvis Presley: “Io non so niente di musica. Nel mio campo puoi anche farne a meno”.»

È vero che Mozart rende più intelligenti? Perché nei ristoranti di lusso si ascolta musica classica? È possibile che alle mucche piaccia l’opera e agli squali Barry White? Cosa c’entra la chitarra di Jimi Hendrix con il suo sex appeal?

Secondo Darwin, per i nostri progenitori la musica era una tecnica di corteggiamento che avrebbe poi dato luogo alle parole. Per altri, il ruolo evolutivo della musica sarebbe pari a quello di una deliziosa torta alla panna: esattamente nullo. Quel che è certo è che, con gli effetti più diversi e controversi, la ascoltiamo proprio tutti.

Dai Neanderthal ai Metallica, da Pitagora alle neuroscienze, Perché ci piace la musica fa il punto sulla capacità dei suoni di emozionare e di curare, descrivendo le forme dell’evidente propensione umana per quest’arte: un oggetto di curiosità, di fascinazione e poi di indagine scientifica.

Perché ci piace la musica è stato tradotto in Francia, Spagna e Stati Uniti.

Silvia Bencivelli è medico e giornalista scientifica. Ha fatto parte per anni della redazione di Radio3 Scienza, di cui è stata anche conduttrice. Collabora con Raitre per il programma Presadiretta. Consulente presso agenzie di comunicazione e case editrici, scrive per Le Scienze e altre testate nazionali; è coinvolta, inoltre, nell’organizzazione di numerosi eventi culturali. Nel 2008è stata selezionata per la fellowship Giovanni Armenise – Harvard Medical School Foundation, a favore di giovani talenti giornalistici, e nel 2010 ha vinto il Premio speciale per la divulgazione scientifica Riccardo Tomassetti.