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Lo Stato dell'unione

Lo Stato dell'unione
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Alberto Mendini un tempo era un pubblicitario sulla cresta dell’onda, ora — professionalmente parlando — è peggio di un appestato: per via del «disastro della Puritan», il suo ultimo cliente. Ma ecco che riceve una proposta da non crederci: l’assessore alla cultura della Regione gli chiede di organizzare, in cambio di un sacco di soldi, la campagna per l’Anno dell’identità Celtica. Mendini è perplesso: di Celti, da quelle parti non se ne sono mai visti. E i soldi sono tanti, forse addirittura troppi...
 In una Regione che non c’è, ma potrebbe esserci, in un’italia governata dal partito Italia in Marcia, nel pieno di un complotto separatista che punta al distacco del NordEst e alla creazione di un nuovo Stato — razzista e fondato sulla “comune identità celtica” — si svolge questo romanzo: ironico, lucido e disperato, tanto immaginoso quanto politico.

Tullio Avoledo (1957) vive e lavora a Pordenone. Ha esordito - raccogliendo un sorprendente successo di pubblico e di critica - con il romanzo L'elenco telefonico di Atlantide (Sironi, 2003); sono seguiti i romanzi Mare di Bering (Sironi, 2003), Lo stato dell'Unione (Sironi, 2005) e Tre sono le cose misteriose (Einaudi, 2005).