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Il busto di Lenin

Il busto di Lenin
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Un gruppo di irriducibili pensionati emiliani, tra il 1989 e il 1991, di fronte allo sgretolarsi dell'URSS e alla scelta del Partito Comunista Italiano di cambiare nome, si stringe attorno al busto di Lenin che resiste nella piazza del paese - Cavriago, a otto chilometri da Reggio Emilia - nel tentativo di difendere, soli contro tutti e contro il corso inarrestabile della Storia, i simboli e i valori della loro vita di compagni, partigiani, lavoratori.
 Di giorno gli avversari politici cercano di convincere il sindaco a togliere il busto o a sostituirlo; di notte invisibili provocatori lo aggrediscono in modo sempre più balordo e minaccioso: dipingendolo, ricoprendolo di scritte o escrementi, cercando di trafugarlo o di farlo esplodere. Per conservarlo intatto al centro della piazza i cinque compagni pensionati - Libero, Ivan, Pravda, Spartaco e Palmiro - organizzano la loro "nuova resistenza", fatta di turni di guardia e ostinata "controinformazione" in ogni luogo di Cavriago: i bar, il bocciodromo, il centro sociale Marabù, la biblioteca, il night, la casa della carità gestita dalle suore, l'ipermercato, la piazza.
 Il busto di Lenin racconta di una vecchiaia vissuta con orgoglio e combattività, ma anche di una profonda e drammatica crisi d'identità individuale e collettiva, offrendo continui spunti di comicità e di riflessione sulla rapidità dei cambiamenti storici, sul rapporto affettivo con le parole e i simboli che ci rappresentano, sulla fugacità delle idee e delle emozioni. E invita ogni lettore, per non commettere in futuro gli errori già commessi in passato, a non dimenticare. In questo libro rivive da una parte l'ironia e la divertita leggerezza di narrazione del Don Camillo di Giovannino Guareschi -non a caso a un certo punto il busto di Lenin, attorno a cui ruota tutta la narrazione, sembra iniziare a parlare come il crocefisso di Brescello-, dall'altra l'intensità di alcuni "scomodi narratori" italiani del secondo Novecento come Guido Morselli e Beppe Fenoglio.

Giuseppe Caliceti è nato nel 1964 e vive a Reggio Emilia. Ha pubblicato due libri per bambini: Marocchino! Storie italiane di bambini stranieri, E.L. 1994; Rachid, un bambino arabo in Italia, Einaudi ragazzi 1995. Presso Marsilio è uscita la trilogia della discoteca emiliana Fonderia Italghisa: Fonderia Italghisa, 1996; Battito animale, 2001, Suini, 2003. Con Giulio Mozzi ha curato il libro d’inchiesta Quello che ho da dirvi. Autoritratto delle ragazze e dei ragazzi italiani, Einaudi Stile Libero 1998 e, nel 2002, È da tanto che volevo dirti. I genitori italiani scrivono ai loro figli. Del 2002 è anche Pubblico/Privato 0.1, Sironi.