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Il suicidio di Angela B.

Il suicidio di Angela B.
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Libro esaurito

Il suicidio di Angela B. è un romanzo-dossier. Due editor della casa editrice Monopolio – Mario Parecchio e Rinaldo Qualcosa – raccolgono una quantità di materiali inerenti il suicidio di Angela Burzo, diciassettenne di Besana, studentessa liceale, gettatasi una mattina dal cavalcavia della zona industriale. Il corpo principale del dossier è costituito da due lunghi testi – un vero libro nel libro – di Gianni Dezanni, compagno di classe di Angela. Vi si aggiungono vari ritagli di giornale, una lettera di Lorenzo Trovato (il camionista che raccolse il corpo di Angela), un lungo sfogo di Chiara Beronda Dezanni (la madre di Gianni), una pacata riflessione di Pier Giorgio Izza (anche lui compagno di Angela, forse omosessuale, sospettato di averla plagiata), vari brevi pezzi scritti da altri compagni di classe e amici di Angela per il “sito funerario” allestito in suo onore, su iniziativa della professoressa d’Italiano Elvira Bidelli.

 La storia che si racconta non è esattamente la storia di Angela: è piuttosto la storia di Gianni, che si rende conto, la mattina in cui la notizia del suicidio giunge a scuola, di non sapere nulla di Angela. Angela, che l’anno prima Gianni ha addirittura vagamente corteggiato, è – e resta fino alla fine – un mistero. Gianni abbandona la scuola, scappa di casa, fa pazzie, si rifugia presso un prete di strada; a un certo punto si mette lì e scrive, scrive, nel tentativo di sondare il mistero di Angela nonché il mistero della sua propria vita, della sua scombinata famiglia, dei suoi turbatissimi amici.

 Dietro tutta la vicenda, dietro Gianni, dietro Izza e Trovato, dietro i due editor compilatori del dossier, dietro i genitori di Gianni – interessatissimi, per diverse ragioni, a che le carte del figliolo diventino «un libro» – sta il responsabile di tutta la faccenda: l’Artefice. Colui che riassume in sé tutti i personaggi-autori e si permette, pur sapendo di andare incontro a una sconfitta certa, l’azzardo di una fiction che non sia finzione, di un narrare che coincida con la vita.

 Il suicidio di Angela B. è un romanzo fiume – un fiume limaccioso, carnevalesco, trascinante con sé ogni tipo di materiale, sempre a rischio di tracimazione – che scorre nell’alveo della grande tradizione modernista europea. A tutti coloro che lamentano la mancanza, in Italia, di grandi romanzi, io dico: «Ecco: questo è un grande romanzo. Come, e non solo in Italia, se ne scrivono pochi».

giulio mozzi

Umberto Casadei è nato nel 1966. Vive e lavora a Padova. Il suicidio di Angela B. è il suo secondo romanzo. Il suo primo romanzo, Maltempo, sarà pubblicato da Sironi Editore.