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Se l'universo brulica di alieni...dove sono tutti quanti?

Se l'universo brulica di alieni...dove sono tutti quanti?
Novità
  • Pagine: 350
  • Formato: 11,6 x 18,4
  • ISBN: 978-88-518-0041-3
  • Collana: Galapagos
  • 10% di sconto
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Se ci sono quattrocento milioni di stelle solo nella Via Lattea, e forse quattrocento milioni di galassie nell’Universo, è ragionevole che là fuori, in un cosmo che ha quattordici miliardi di anni, esista – o sia esistita – una civiltà avanzata almeno quanto la nostra: è l’enormità dei numeri a pretendere che sia così. Ma allora perché gli extraterrestri non ci hanno lasciato tracce, messaggi, artefatti? Se le dimensioni e l’età dell’Universo sostengono con forza l’esistenza di popolazioni aliene, perché non ne abbiamo testimonianza? Dal giorno del 1950 in cui, parlando con i colleghi alla mensa di Los Alamos, un serissimo Enrico Fermi domandò: «Dove sono tutti quanti?», questo paradosso porta il suo nome.
 Negli anni, schiere di scienziati di primo piano, ma anche filosofi, storici e autori di fantascienza, si sono cimentati con il paradosso di Fermi: qualcuno sostiene che gli alieni siano – non riconosciuti – già in mezzo a noi, altri affermano che semplicemente le civiltà extraterrestri non ci abbiano ancora comunicato la loro presenza, e come si può immaginare non mancano gli scettici.
 Stephen Webb, fisico teorico e appassionato collezionista delle soluzioni del paradosso di Fermi, presenta le più belle in questo libro, dandone un resoconto rigoroso, comprensibile e divertente: un potente e inconsueto esercizio intellettuale per gli amanti della scienza e del pensiero speculativo.

Stephen Webb, fisico teorico, si occupa di divulgazione e didattica della fisica e della matematica; vive e lavora in Inghilterra. Con Se l'universo brulica di alieni...dove sono tutti quanti? è stato finalista all’Aventis Prize nel 2003.

Traduzione di
Matteo Cais si è laureato in Interpretazione e traduzione alla SSLMIT di Trieste. Lavora come traduttore free-lance e ha collaborato, tra gli altri, con la SISSA di Trieste nell’ambito del Master in Comunicazione della scienza.